Alessandro Moggi Photographer

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THE MAGIC GARDEN

La fattoria di Celle ospita un' importante collezione d'arte ambientale che Giuliano Gori e la sua famiglia hanno costituito fin dai primi anni Ottanta. La tenuta è situata su una collina che domina la pianura tra Firenze e Pistoia.

Artisti di livello internazionale sono stati invitati a realizzare installazioni nei suggestivi spazi all’aperto divisi tra il parco romantico e l’adiacente oliveto che si sviluppano su una superficie di circa quarantacinque ettari come all’interno degli edifici storici e in varie altre strutture rurali.

Oggi a Celle si possono contare circa settanta installazioni. Ma ciò che più conta è che l’iniziativa ha dato vita a un grande laboratorio creativo che continua senza sosta nella produzione e nella sperimentazione di nuovi linguaggi espressi nelle diverse discipline artistiche contemporanee.

Nel secolo XV la villa con i terreni annessi apparteneva ai Pazzaglia, ed in seguito passò ai Fabbroni, nobile e colta famiglia pistoiese alla quale si deve in massima parte sia la trasformazione dell'edificio, che la sistemazione del giardino. Questo venne trasformato, nella prima metà del XIX secolo, in parco romantico, su progetto dell'architetto Giovanni Gambini.

Il torrente Brana, che attraversa l'area del parco venne abilmente utilizzato per la realizzazione di un lago in forme naturali corredato da un'isoletta ospitante un tempietto in forme neoclassiche, e da un "orrido" roccioso, attraversato da un ponticello, su cui si infrange una cascata. Nelle vicinanze dell'orrido vi è un edificio neogotico, conosciuto come Tempietto della fonte ed un altro in stile egizio.

A partire dagli anni sessanta Giuliano Gori, dinamico imprenditore pratese, inizia a costituire una ricca collezione di artisti contemporanei, ospitata a partire dagli anni settanta in uno degli annessi della villa di famiglia a Celle. Insoddisfatto del modo tradizionale in cui sono esposte le opere d'arte e sulla scia della suggestione ricavata dalla visita del Museo di Arte Catalana di Barcellona (laddove le opere sono inserite nel ricostruito contesto originale) e delle installazioni viste a Documenta Kassel ed alla Biennale di Venezia, egli comincia a pensare alla possibilità di far realizzare nella vasta area del parco romantico annesso alla villa e degli appezzamenti rurali della fattoria opere d'arte ambientale. A tale fine costituisce nel 1981 una commissione internazionale, composta da Amnon Barzel, Reato Barilli, Francesco Gurrieri, Knud Jensen e Manfred Schneckenburger, la quale mette a punto uno speciale regolamento etico che tuteli e guidi sia l'ambiente che il manufatto artistico: l'ambiente del parco deve essere rispettato sia nelle specie vegetali che nella sua conformazione, così che le opere d'arte realizzate non si pongano in termini prevaricatori nei confronti della natura; ogni artista sceglie il proprio luogo all'interno del parco e su quello e per quello progetta la propria opera, in materiali durevoli e non effimeri; i lavori devono essere inamovibili e non possono essere in alcun modo privati del loro ambiente. Gli artisti vengono personalmente selezionati, accompagnati sul luogo e messi in contatto con le maestranze artigiane che dovranno realizzare le opere da Giuliano Gori.

Il 12 giugno 1982 vengono inaugurate le prime 9 installazioni all'aperto (Aycock, Karavan, Morris, Oppenheim, Poirier, Ruckriem, Serra, Staccioli, Trakas), contemporaneamente alle 6 che vanno ad arricchire la collezione all'interno della villa. L'attività di Gori e degli artisti di volta in volta coinvolti nel parco procede incessante e costante negli anni successivi, sino a raggiungere con gli ultimi interventi dell'estate del 2000, la straordinaria collezione di 34 opere all'aperto.

 Alessandro Moggi ha lavorato a queste foto nell'arco del 2009.